Ciò che non conosciamo ci incuriosisce

Tra i tratti più tipici e innati dell’ essere umano vi è la curiosità, il particolare desiderio di esplorare, conoscere e comprendere ciò che lo circonda. Tale spinta porta l’ individuo alla costante ricerca di nuove conoscenze ed esperienze, e viene considerata una potente motivazione intrinseca, mossa soprattutto dal piacere stesso della conoscenza piuttosto che dal pensiero di una ricompensa materiale, e risulta fondamentale per lo sviluppo cognitivo, la crescita personale e il progresso culturale umano: più una persona impara cose, più si sente realizzata e più è in condizione di migliorarsi ed essere di aiuto agli altri. E il mistero, il cui termine implica qualcosa di ignoto e inspiegabile, rappresenta qualcosa di istintivamente affascinante per noi: si tratta di un che di nascosto, e proprio per questo ci spinge a tentare di risolverlo. Ciò che non conosciamo ci incuriosisce, equivale ad una sfida a trovarne la soluzione, inducendoci a riflettere e a cercare una conferma.

La nostra storia e il nostro mondo sono pieni di misteri, di cose che ignoriamo, per non parlare dell’ universo che, da migliaia di anni, osserviamo con un misto di meraviglia e timore domandandoci che cosa lo animi, come sia fatto e che cosa custodisca. Nel corso della storia, i saggi hanno sempre cercato di accumulare tutto il sapere possibile pur nella consapevolezza che la realtà in cui viviamo sia così vasta che, per ovvie ragioni, non potremo mai sperare di poterla comprendere del tutto: si può vivere una vita molto lunga eppure riuscire ad afferrarne soltanto una piccola parte! Una conoscenza ed un’ esperienza infinite richiedono un tempo altrettanto smisurato. E avremo sempre qualche mistero, più o meno grande, che catturerà la nostra attenzione, intrigando i nostri pensieri, portandoci a farci domande a cui cercheremo di dare risposta nell’ interesse della conoscenza e della comprensione.

Gli stessi scienziati, qualunque disciplina studino, ammettono di sapere assai meno di quanto vorrebbero e che spesso una nuova scoperta solleva ulteriori domande, quindi la loro ricerca prosegue ininterrottamente dall’ ecologia all’ etologia, dall’ antropologia all’ archeologia, dalla fisica all’ astrofisica, e così via discorrendo formulando infinite ipotesi da confrontare con indizi e prove disponibili giungendo ad una conclusione valida finché la stessa analisi scientifica non condurrà ad una diversa verità supportata dall’ evidenza oltre l’ interpretazione soggettiva. Avere una mente curiosa è quindi molto importante per noi, perché la curiosità si basa su un atteggiamento aperto alla ricerca di sempre cose nuove da imparare, ma al tempo stesso è bene accompagnarla dalla ragione, in modo da consentire un’ indagine attenta e logica che ci porti a concepire opinioni e ipotesi coerenti in attesa della loro verifica evitando la trappola di pensieri sconclusionati o preconcetti che, soprattutto ora che viviamo nell’ era dell’ informazione e delle bufale, si diffondano in un baleno con il potere dei mezzi di comunicazione suscitando grande interesse e divenendo convinzioni così radicate da non riuscire a contrastarle come si conviene. Siamo circondati da molte cose ancora non spiegate, o solo in parte, come le origini dell’ universo e della vita sulla Terra, piuttosto che i progressi culturali e tecnici degli antichi popoli del nostro mondo e la presenza di vita intelligente o meno su altri pianeti: tutto ciò che chiamiamo «mistero» suscita in noi curiosità e fascino, e ognuno di noi vi si pone secondo le proprie capacità e formazione arrivando alle opinioni più differenti, contribuendo ad animare una discussione che per sua natura pare infinita nonostante gli sforzi degli studiosi, forti della disciplina delle scienze.

Il fascino del mistero è alla base degli articoli pubblicati su «Due passi nel mistero», firmati da Giacomo Ramella Pralungo, romanziere e articolista con la grande passione per la storia e le scienze, che affronta ogni volta dedicandosi a temi certamente non semplici su cui si documenta e riflette con un atteggiamento prudente ed equanime volendo giungere ad un quadro il più possibile coerente da condividere con il pubblico dei lettori, liberi di trarre le proprie considerazioni personali: «Non ho mai avuto l’ arroganza di sostenere e imporre risposte inconfutabili, soprattutto perché io stesso ignoro molte cose, ma stimolare la riflessione e la discussione su temi del mistero che da sempre affascinano la mente umana, compresa la mia, ragionando su svariate possibilità e non escludendone a priori nessuna. Perché il fascino di un enigma sta proprio nel tentativo di risolverlo osservandone i molti lati, e ogni ipotesi è plausibile fino a prova contraria…».